Forse è arrivato il momento di parlare di questa vacanza, più che altro perchè non vorrei correre il rischio di dimenticarla.
Eravamo un gruppo di 11 ragazzi e un insegnate e siamo stati a Londra 15 giorni. Probabilmente i giorni più felici della mia vita.
Ho scoperto una
me che non conoscevo, che in un certo senso mi sono imposta di essere. E mi è piaciuta. Non mi comportavo come nella mia città, ma ridevo,
tantissimo e di gusto, sia per il piacere di farlo sia perchè era troppo difficile contenermi con i ragazzi favolosi che ho conosciuto :). E parlavo, IO PARLAVO con tutti, e gli altri volevano stare con me. Vorrei non fosse finita mai questa vacanza.
Ora sono a casa, nella mia stupida città dove ti considerano solo in base alla tua bellezza, ai tuoi vestiti, alla gente che frequenti. E io sono tornata quella di prima. Quella che nel gruppo delle persone con le quali è costretta ad uscire se ne sta sempre zitta in disparte, quella che neanche ha un nome perchè per gli altri è troppo difficile ricordarselo. Quella che vuole sparire, che non ce la fa più con questa vita. Quella che a 12 anni ha fatto il primo digiuno e da quell'età ha un rapporto con il cibo che è devastante. Quella con un mancato suicidio alle spalle. Quella grossa. Quella triste. Quella che non mangia davanti altri altri oppure si abbuffa e vomita a casa. Si,
IO.
Se fossi stata magra, i ragazzi avrebbero preso in spalla anche me. Invece peso 61,1 kg x 1,74 m. E gli altri si ostinano a dire che sono magra e bella. Ma io ho due occhi e tanti specchi per osservarmi. Magari un giorno avrò il coraggio di mettere una foto della mia faccia.
Il mio nuovo hobby è guardare la pancia allo specchio ogni 5 minuti, controllando che non ingrassi.
Mi odio. Non sono bella, neanche magra. Neanche felice. Non ho na ragione che mi spinga a continuare, a non mollare.
Perchè aspettare ancora così tanti anni?